
DOLORE CRONICO
L'importanza di un'approccio integrato
Il dolore cronico è bio-psico-sociale richiedendo un approccio multidisciplinare che integri trattamenti medici, fisioterapici e di supporto psicologico.
La psicologia lavora sulla narrazione, sui pensieri, sulle emozioni e sul significato del dolore, offrendo un percorso personalizzato di consapevolezza e guarigione. Non elimina il dolore, ma insegna a gestirlo, attraverso la gestione delle reazioni emotive (ansia, paura) e comportamentali (evitamento, isolamento) che limitano la vita, riducendo il "dolore sporco" e migliorando la qualità di vita.
Aiuta a sviluppare strategie più efficaci per affrontare le sfide quotidiane e a comprendere il significato personale del dolore e le sue cause profonde.
Alcuni degli approcci utilizzati sono la Mindfulness, l'Accettazione e la Psioeducazione: le prime, aiutando a focalizzarsi sul presente, osservando le sensazioni dolorose senza giudizio, espandendo la consapevolezza al corpo intero e accettando l'esperienza dolorosa per ridurne l'impatto. Mentre la psicoeducazione fornisce informazioni sui meccanismi del dolore (il "dolore sporco" psicologico) per comprenderne l'impatto sulle emozioni e comportamenti e condividendo l'esperienza anche in gruppo.

FIBROMIALGIA
La fibromialgia ha una forte componente psicosomatica, con emozioni e stress che influenzano direttamente la percezione del dolore attraverso meccanismi neurobiologici. La sofferenza psicologica (depressione, ansia) amplifica il dolore, creando un circolo vizioso.
Un approccio psicologico integrato (psicologo, medico, fisioterapista) è cruciale per un trattamento efficace, si concentra sulla gestione di dolore, stress, ansia e depressione, utilizzando tecniche come la Mindfulness (MBSR-MBCT) per aumentare l'accettazione e la consapevolezza, migliorando la qualità della vita attraverso la gestione emotiva e comportamentale, e rafforzando le risorse interne del paziente in un approccio integrato mente-corpo.
Altri approcci utilizzati sono la psicoeducazione per informare il paziente sulla natura della fibromialgia, sul ruolo dello stress e sull'interconnessione mente-corpo per demistificare la malattia e ridurre la sensazione di "essere immaginari". Anche le tecniche di rilassamento come il training autogeno e lo yoga vengono utilizzate per gestire la tensione muscolare e lo stress.
L'intervento psicologico aiuta la gestione del dolore senza eliminarlo, ma cambiando la percezione e la gestione; migliora la regolazione emotiva, affrontando ansia, rabbia, depressione, che spesso accompagnano la fibromialgia e migliorando la qualità della vita attraverso una ricostruzione di un senso di sé e di controllo sulla propria vita.
L'approccio psicologico corpo-mente rafforza la resilienza e la capacità di coping.

GESTIONE DELLO STRESS
Gli approcci psicologici allo stress mirano a cambiare il modo in cui percepiamo e reagiamo alle fonti di stress, concentrandosi sulla valutazione cognitiva (appraisal), sulle strategie di coping e sull'integrazione mente-corpo tramite tecniche come la Mindfulness, la respirazione e il rilassamento per trasformare i pensieri negativi e ridurre le reazioni fisiche ed emotive disfunzionali, promuovendo resilienza e benessere.
Le tecniche e strategie pratiche possono essere la ristrutturazione cognitiva, modificando le interpretazioni negative di una situazione stressante (es. "non ce la farò mai" in "posso gestire un passo alla volta"). La gestione del respiro e il rilassamento attraverso le tecniche di respirazione profonda, il rilassamento muscolare progressivo e la meditazione riducendo l'attivazione fisiologica dello stress. Altre tecniche, la Mindfulness aumentando la consapevolezza del momento presente senza giudizio, riducendo l'ansia e migliorando la gestione emotiva.
Altri approcci sono le strategie di coping per sviluppare abilità pratiche per affrontare gli eventi, come la risoluzione dei problemi, l'accettazione e la ricerca di supporto sociale. L' Autocompassione per essere gentili e comprensivi con se stessi durante le difficoltà, riducendo l'autocritica e aumentando il benessere.
Importante sempre sono l'esercizio e gli interessi personali per scaricare la tensione e bilanciare le negatività, cosi come una vita sana, un sonno adeguato e pause di recupero per il riequilibrio del corpo e della mente.

PSICONCOLOGIA
La psiconcologia è la branca della psicologia che offre supporto emotivo e psicologico a pazienti oncologici, ai loro familiari (caregiver) e al personale curante, dall'inizio della diagnosi fino alla fine della vita, aiutando a gestire ansia, depressione, paura e i cambiamenti legati alla malattia, migliorando la qualità della vita e integrando l'esperienza del cancro nel percorso esistenziale del paziente.
Lo psiconcologo ha una formazione specifica in oncologia, fondamentale per comprendere la complessità della patologia e le sue implicazioni psicologiche, il quale riconosce e interviene precocemente su segnali di disagio, utilizzando strumenti mirati per affrontare l'esperienza traumatica della malattia.
Aiuta la gestione emotiva, affronta reazioni psicologiche come ansia, depressione, collera, demoralizzazione, fobie e disturbi del sonno.
Supporta il paziente aiutandolo a dare un senso alla malattia, a vivere il cambiamento corporeo (es. perdita capelli, peso), a gestire il trattamento e a ricostruire la propria vita dopo la malattia.
Sostiene i familiari, aiuta i caregiver a gestire il loro ruolo, le difficoltà e le dinamiche familiari.
È una disciplina multidisciplinare integrata nel team oncologico (oncologi, chirurghi, infermieri, ecc.).

GRUPPI DI SOSTEGNO
I gruppi di sostegno psicologico sono spazi sicuri dove persone con esperienze simili condividono emozioni e strategie, facilitando il superamento di difficoltà come ansia, lutti, dipendenze o problemi relazionali, con il supporto di un professionista per offrire ascolto e orientamento, riducendo l'isolamento e potenziando le risorse individuali. Offrono aiuto reciproco e sono utili per la crescita personale e la gestione di fasi delicate della vita, differenziandosi dalla psicoterapia di gruppo per obiettivi e profondità di intervento. Si concentra sulla condivisione di esperienze e sull'attivazione di risorse per problemi specifici, senza indagare nuclei psicopatologici profondi.
I temi trattati possono essere di vario tipo come le dipendenze, le malattie croniche, la disabilità, l'ansia, la depressione, i traumi o la gestione del lutto. Servono anche per la crescita personale migliorando le abilità comunicative e relazionali.
Il tutto attraverso la condivisione e supporto reciproco dove persone con le stesse problematiche s'incontrano per confrontarsi e aiutarsi a vicenda.
Lo psicologo ha un ruolo di facilitatore che guida il gruppo, offre consulenza e orienta il processo, senza sostituirsi al sostegno tra pari.
I gruppi di sostegno aiutano a sentirsi meno soli, sviluppare nuove strategie, migliorare la comunicazione e attivare le risorse personali.
L'approccio è di tipo Umanistico/Esperienziale, ponendo l'accento sulla condivisione emotiva, sull'autoconsapevolezza e sul qui e ora, spesso integrando visualizzazione e rilassamento.

MINDFULNESS
La Mindfulness è un insieme di tecniche meditative che aiutano le persone a radicarsi nel presente, basate sulla consapevolezza non giudicante del momento presente, che integra pratiche meditative orientali con la psicologia occidentale per coltivare l'attenzione a pensieri, emozioni e sensazioni corporee, riducendo stress, ansia e sofferenza emotiva, e migliorando l'autoregolazione e il benessere generale. Si tratta di un metodo per "staccare il pilota automatico", osservando l'esperienza senza farsi travolgere, e viene utilizzato in protocolli strutturati come la MBSR (Stress Reduction) e la MBCT (Cognitive Therapy) per trattare ansia, depressione, disturbi alimentari e altro.
La Mindfulness (consapevolezza) è una pratica mentale che consiste nel portare intenzionalmente l'attenzione al momento presente, osservando pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e l'ambiente circostante con un atteggiamento di apertura, curiosità e senza giudizio. Radicata in antiche tradizioni meditative (come la Vipassanā buddista) ma oggi laicizzata, si allena attraverso esercizi di meditazione (come la focalizzazione sul respiro) e si applica nella vita quotidiana per gestire lo stress, migliorare l'attenzione, regolare le emozioni e aumentare il benessere generale.
Aiuta a non identificarsi totalmente con pensieri e sentimenti, creando una distanza che permette di non reagire impulsivamente. Insegna a tollerare emozioni difficili, riducendo la loro intensità e l'influenza sulla vita. Modifica il modo in cui si risponde alle avversità, passando dalla lotta all'accettazione e all'azione consapevole.
Serve alla salute mentale per la gestione di ansia, depressione, stress, dipendenze e disturbi del sonno; al benessere generale, migliorando l'intelligenza emotiva, l'autostima e la resilienza e alle funzioni cognitive, potenziando l'attenzione selettiva e sostenuta.
Aiuta a fronteggiare malattie croniche imparando a gestire il dolore.









GESTIONE EMOTIVA
La gestione emotiva si avvale di diversi modelli teorici e pratici come la Mindfulness con tecniche di accettazione non giudicante e STOP che è un acronimo semplice e potente per interrompere il pilota automatico e riportare consapevolezza nel momento presente, utile per gestire stress e reazioni automatiche: S sta per Stop (fermarsi), T per Take a breath (respirare), O per Observe (osservare ciò che accade dentro e fuori), e P per Proceed (procedere in modo consapevole) è un esercizio rapido per creare uno spazio tra stimolo e risposta, permettendo di scegliere come agire con più lucidità e calma, anziché reagire impulsivamente, dove s'impara a riconoscere, accettare e modulare le emozioni tramite strategie funzionali (es. risoluzione problemi, rivalutazione positiva) invece di quelle disfunzionali (es. ruminazione, soppressione) per reagire in modo più adattivo e preservare il benessere mentale. Si impara anche a vedere i pensieri come semplici parole o immagini, non come verità assolute; l'accettazione per permettere alle emozioni di esistere senza combatterle, agendo comunque in base ai propri valori.
L'approccio scelto è neuroscientifico e corporeo ponendo al centro il legame mente-corpo come la Teoria Polivagale basata su tecniche di respirazione e stimolazione del nervo vago per calmare il sistema nervoso autonomo.
Altri strumenti pratici di autogestione utilizzati sono le tecniche espressive come le arti manuali, la scrittura ed il movimento libero corporeo.
Altra tecnica è l'etichettamento (Affect Labeling) per dare un nome preciso a ciò che si prova ("Sento frustrazione", non solo "Sto male") riduce l'attivazione dell'amigdala.

NEUROMODULAZIONE
TMS (Stimolazione Magnetica Transcranica)
La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) rappresenta una terapia non-invasiva e non-farmacologica che utilizza il campo magnetico per stimolare o inibire specifiche aree cerebrali, riuscendo così a ristabilire il corretto funzionamento delle cellule del cervello che risultano alterate dalla presenza di un disturbo. A partire da uno stimolo elettrico che attraversa la bobina del macchinario, si genera un impulso magnetico in grado di penetrare in maniera indolore nel cranio della persona trattata e giungere fino alla corteccia cerebrale, inducendo una corrente stimolatoria in grado di modulare l’attività dei neuroni. A seconda dei parametri scelti per la stimolazione, l’effetto sul cervello può essere di Attivazione (induzione/incremento dell’attività elettrica di un’area altrimenti inattiva o ipoattiva) o d'Inibizione (riduzione dell’attività elettrica in corso in una determinata area iperattiva).
Numerosi studi di laboratorio suggeriscono che l’azione di modulazione dell'attività neuronale ottenuta tramite la TMS si realizzi attraverso il miglioramento e il potenziamento dell'attività del Brain Derived Neurotrofic Factor (BDNF; un importante fattore coinvolto nella plasticità delle cellule neuronali) attraverso un'azione sui suoi recettori TrkB, suggerendo quindi che i benefici ottenuti tramite questa tecnica di neuromodulazione siano da attribuire a un miglioramento della plasticità cerebrale.
Durante una seduta di rTMS, il paziente è comodamente seduto su una poltrona reclinabile e l'operatore o il medico specialista posizionano una bobina (coil) sulla testa del paziente, che grazie a uno stimolatore genera un campo magnetico in grado di penetrare in maniera indolore e non invasiva attraverso lo scalpo del paziente e raggiungere le specifiche strutture cerebrali di interesse sottostanti, modificandone così l'attività elettrica, le proprietà plastiche e migliorando la comunicazione tra le varie aree cerebrali, facilitando in questo modo la riduzione dei sintomi trattati.
La rTMS è una procedura altamente sicura e NON causa effetti collaterali degni di nota. In determinati casi, alcuni pazienti possono accusare una lieve e transitoria cefalea muscolo-tensiva.
La TMS risulta essere particolarmente indicata per chi non abbia ottenuto benefici da altri trattamenti, come quello farmacologico. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati messi in atto numerosi studi clinici nell’ambito di diverse discipline scientifiche per valutarne l'efficacia in numerose condizioni. Per questo motivo, sono sempre di più le evidenze cliniche che dimostrano l’efficacia delle Terapie di Neuromodulazione in moltissimi campi medici.
Le Terapie di Neuromodulazione offerte si possono essere applicate in maniera sicura ed efficace in molteplici ambiti terapeutici e su diverse tipologie di pazienti di tutte le età. Tutti possono trarre benefici dalle terapie di Neuromodulazione, a esclusione dei casi con pregresse o attuali crisi convulsive (Epilessia); presenza di Pacemaker o di impianti cocleari.











